Pistoia Città che legge: da Dante ai “gialli” della montagna

“Davvero per tutti” è il progetto che è valso al comune di Pistoia il titolo di “Città che legge”, la qualifica assegnata dal Centro per il libro e la lettura d’intesa con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani alle amministrazioni comunali che si impegnano a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche di promozione della lettura con un bando come quello appena uscito. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di ridurre le barriere che ostacolano la fruizione delle biblioteche.

La più importante è la biblioteca San Giorgio, nata nel 2007 nell’ex spazio delle Officine Breda, che al suo interno ospita un patrimonio di oltre 160000 unità tra libri, periodici e materiale multimediale. Altre due biblioteche svolgono soprattutto un ruolo di conservazione. La biblioteca Forteguerriana, fondata nel 1473, è una delle più antiche d’Italia. Al suo interno conserva un patrimonio di oltre trecentomila unità tra cui oltre un migliaio di manoscritti, più di cento incunaboli e oltre tremila cinquecentine. La biblioteca Fabroniana, invece, nasce nel 1726 e conserva un patrimonio di oltre 20mila unità con prevalenza di opere a carattere religioso tra cui una importante raccolta di testi sulle missioni cattoliche in Cina.

La tradizione letteraria pistoiese parte da lontano con Cino da Pistoia, giurista e poeta stilnovista vissuto a cavallo tra ‘200 e ‘300, amico di Dante e Boccaccio, e continua attraverso i secoli fino ad arrivare alla letteratura contemporanea. Alcuni suoi personaggi storici compaiono nella Divina Commedia seppur in ritratti tutt’altro che lusinghieri. Per esempio, Vanni Fucci è citato da Dante nel XXIV e XXV canto dell’Inferno come esempio di “bestialità” alla stregua della stessa Pistoia che il Poeta si augura di veder distrutta dalle fiamme. Tanta ostilità da parte di Dante deriva dal fatto che proprio in questa città nasce la faida tra Guelfi Bianchi e Neri che insanguinerà anche le strade di Firenze. Molto più lusinghiero il giudizio che darà diversi secoli dopo Gabriele D’Annunzio, che dedica a Pistoia alcuni versi della raccolta di poesie “Le città del silenzio”.

Al di là dei giudizi, la città e le montagne della provincia hanno fatto spesso da sfondo a opere letterarie, alcune delle quali raccolte in una rassegna dalla biblioteca San Giorgio durante le iniziative di Pistoia capitale italiana della cultura 2017. Tra queste spiccano “Ritratto in piedi”, il romanzo autobiografico della scrittrice Gianna Manzini che nel 1971 vinse il Premio Campiello, “La casa dei sette ponti” di Mauro Corona, “Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto” del cantautore Francesco Guccini e “Sherlock Holmes a Pistoia: breve storia di una ricerca tra finzione e realtà”, una raccolta di racconti di vari autori che hanno trapiantato le avventure del noto detective inglese nelle campagne del pistoiese. Proprio quest’ultimo filone, il giallo, appassiona molto lettori e scrittori del luogo, al punto che ogni anno appassionati del genere si radunano proprio qui per il “Festival del Giallo”. Pistoia si conferma una provincia culturalmente attiva anche nell’ultimo report del Sole24Ore sulla qualità della vita stabilizzandosi nella media delle province italiane per quanto riguarda la diffusione di quotidiani (circa 36 per ogni 1000 abitanti) e librerie.

Il progetto “Davvero per tutti” si inserisce in questo solco nel tentativo di accorciare ulteriormente la distanza tra la lettura e i cittadini. Con la creazione di punti prestito esterni sparsi in vari luoghi della città come piazze, giardini pubblici e supermercati, la biblioteca è uscita fuori dal suo spazio tradizionale. Grazie a una rete di volontari è stato possibile consegnare libri e riviste ad anziani che non possono raggiungere la biblioteca. Inoltre, è stato istituito un bus-navetta per portarli in biblioteca a trascorrere un pomeriggio di lettura ad alta voce, film e altre attività sociali.

 

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