
«Viviamo in un’epoca in cui i linguaggi stanno diventando contemporaneamente crossmediali e transmediali. Crossmediali perché lo stesso contenuto può andare su piattaforme diverse, come un’indagine del commissario Montalbano che dal romanzo di Camilleri pubblicato in forma di libro può diventare sceneggiato televisivo, radiodramma, ebook. Transmediali perché le storie possono svilupparsi organicamente su più mezzi d’espressione: un videogioco può aggiungersi a una serie tv, a un fumetto, a un film, proponendo storie non contenute nell’opera originale. Per questo la settimana del Festival della canzone italiana può diventare l’occasione per promuovere altre forme di comunicazione, come i libri». A dichiararlo in un’intervista di oggi venerdì 27 febbraio sul “Il Secolo XIX” è Adriano Monti Buzzetti, presidente del consiglio scientifico del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, nell’ambito di Casa Sanremo Writers, il salotto culturale del Festival di Sanremo nato per offrire spazio ad autori, editori e nuovi narratori accogliendo la scrittura in tutte le sue forme.
L’edizione 2026 di Casa Sanremo Writers prevede una sequenza di appuntamenti tra presentazioni, premi, dibattiti e progetti speciali. Tra i format più riconoscibili c’è La Vetrina, palcoscenico dedicato ad autori e case editrici, per raccontare libri e percorsi creativi. Quindi, il Concorso Letterario Casa Sanremo Writers che offre visibilità ai talenti emergenti attraverso le sezioni Opere edite e Racconti brevi, presieduta da Lino Guanciale.
Tra le collaborazioni più significative spicca quella con Rai Libri, che porta a Sanremo il progetto Ambasciatori della Lettura, nato per rafforzare l’impegno nella promozione della cultura del libro. «Con la nostra offerta culturale variegata, vogliamo dare al pubblico – prosegue Monti Buzzetti, che dal luglio scorso è anche direttore di Rai Libri, la casa editrice della tv e radio di stato che anche quest’anno ha portato i suoi autori di punta a Casa Sanremo Writers – un’idea della cultura avvolgente, inclusiva, che parli a tutti e soprattutto che porti avanti la missione del libro come vettore di crescita sociale, umana, civile dell’individuo. Un cittadino consapevole dei suoi diritti e doveri è un cittadino che legge per definizione. È una persona che attraverso il libro introietta valori importanti per sé e per gli altri».
Le interviste e gli incontri con gli autori vengono trasmessi in diretta su RaiPlay, ampliando il pubblico del Salotto Writers oltre i confini fisici della manifestazione. Numerose sono anche le iniziative rivolte ai giovani, con l’obiettivo di promuovere la lettura e la scrittura come strumenti di emancipazione e consapevolezza. Laboratori letterari coinvolgono scuole, accademie e associazioni culturali, creando ponti tra generazioni. Particolarmente significativo è il dialogo con gli istituti penitenziari italiani, dove la scrittura diventa esperienza di riscatto. In quelle stanze chiuse, la pagina bianca si apre come una finestra: la parola attraversa muri e distanze, restituisce dignità, costruisce possibilità. Scrivere, in questi contesti, non è esercizio stilistico ma atto di responsabilità verso se stessi e verso la comunità.