
Il 27 marzo si celebra la 64esima edizione della Giornata mondiale del Teatro. La connessione tra l’esperienza della lettura e quella del teatro affonda nelle origini stesse della parola letteraria, laddove la parola scritta, a partire dai poemi omerici, nasce da una trasmissione orale e ad essa ritorna, come mostreranno ancora, fino ai nostri giorni, la Divina Commedia e il ciclo carolingio, dove la lettura ad alta voce non è solo un mezzo di diffusione, ma la linfa vitale che permette la nascita del genere epico medievale. Le chansons de geste sono nate e cresciute nelle piazze.
Ecco che quindi il Centro per il libro e la lettura sottolinea la centralità del legame tra lettura e teatro, che risiede principalmente nella capacità di entrambe di trasformare la parola scritta in un’esperienza sensoriale, emotiva e cognitiva profonda. Leggere non è solo decodificare segni, ma attivare un processo di immedesimazione e immaginazione che permette di visualizzare mondi interni. Il teatro porta questa immaginazione su un piano fisico e concreto, dove lo spettatore guarda accadere qualcosa che spesso supera la sua stessa capacità di immaginazione.
Rispetto alla lettura solitaria, la lettura ad alta voce, in presenza di un pubblico, introduce l’impersonificazione. Il lettore non si limita a immaginare, ma “presta” il proprio corpo e la propria voce al testo, trasformando la lettura in una azione, in un rito collettivo condiviso.
Uno studio dell’Università di York ha evidenziato che la lettura “batte” la visione passiva dello schermo nello stimolare l’immaginazione, poiché il cervello deve creare attivamente le immagini mentali invece di riceverle già pronte. Il teatro si pone così in una posizione intermedia, offrendo stimoli visivi reali che però richiedono allo spettatore di “completare” il senso attraverso l’immedesimazione. La lettura, così come il teatro, attuano in modo profondo questo processo di allenamento dell’empatia. Per questo bisognerebbe praticare entrambi assiduamente nelle scuole, perché l’esercizio di mettersi nei panni degli altri è un esercizio che consente a una società di diventare realmente migliore.